Report 04 Day, di Sara Costantini

di Food Design Lab / 18 marzo 2015 / Sezione: Workshop Perugia / 0 Commenti

4DAY

Sole finalmente!
Energia frizzante nell’aria, energia contagiosa!
Iniziamo la giornata con una sferzata di vitalità grazie anche a Mauro Olivieri,
designer selezionato per il Compasso d’Oro per la sua pasta “Il Campotto”, che con la sua freschezza inebria i nostri cervelli!
Chi ben comincia … è a metà dell’opera! E a noi sostanzialmente mancano solo 2 giorni!

Siamo in un momento della progettazione in cui i designers hanno tutte le informazioni, ma sono tantissime e al contempo mai abbastanza anzi sono in continuo divenire, come fare allora a focalizzare il nostro punto di arrivo? Cosa è importante al 100% ? cosa lo è al 60%? E cosa invece al 30%? Cosa buttare cosa tenere? È un gioco questo che i ragazzi si dovranno divertire a fare e rifare, finché non saranno soddisfatti della scrematura finale.

I gruppi sono cinque: exhibit, workshop, B2B, show cooking, ice-cream.
Ognuno ha a disposizione un volume di 11mt x 6mt x 5mt, da progettare.
Per forza di cose in questa fase la risultante sarà data da proposte differenti, ma dovremo essere abili in un secondo momento, nell’individuare ed estrapolare gli elementi che possono coesistere, quelli che appunto come per le perle di una collana sono tenuti insieme da un filo.

Ci avviciniamo pian pianino!
I designers continuano a lavorare in gruppo.
Mauro Olivieri chiede loro tre parole chiave per individuare ciascun tema, dopodiché dovranno tradurre queste parole in un segno grafico, come fosse un logo. E quindi partecipazione, eterogeneità, affezione, fusion, history, dream, privacy, volumi, comfort, filtro, scoperta, piani, format, 5, trasformazione.
I progetti cominciano a prendere forma.

Interrompiamo i lavori per la presentazione di Massimiliano Brilli, CEO di GBT.
Ci presenta alcuni progetti green in itinere. E’ il MaterBi , un derivato dall’amido di mais, il materiale per eccellenza per veicolare questo genere di operazioni, interamente compostabile questa “plastica” si comporta come un vegetale, infatti termina il suo ciclo di vita nei rifiuti organici.
Dopo le ormai note shopper, scopriamo la prima etichetta certificata interamente compostabile, fondo bianco o a colore, per frutta o bottiglie, e poi molto interessanti sono gli accoppiati carta–film per gli imballi alimentari, dagli affettati al pane.

La nostra sessione in ABA volge al termine, ci trasferiamo in Umbrò.
Compaiono i primi mock-up, scompaiono i tavoli sotto fogli di schizzi, pennarelli e bottiglie di acqua, aumentano anche le occhiaie, ma le menti progettuali non si fermano qui.

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